Luc – Il Romanzo 2023

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Feb

Il Romanzo. Capolavori della letteratura italiana contemporanea

Mercoledì 11 gennaio

Ore 16.00 – Aula Magna Manodori Unimore

Nunzia Palmieri

Il corpo comico nello spazio.  Gianni Celati, il gesto, il romanzo

All’epoca dei suoi esordi come narratore, alla fine degli anni Sessanta, Celati riflette sugli aspetti corporei della scrittura, andando alla ricerca di una lingua viva che non fosse pura imitazione dell’espressione orale, ma che si affidasse a una struttura del tutto nuova e non ancora sperimentata: il saggio Parlato come spettacolo, uscito nel 1968, indica una direzione a cui Celati rimarrà sempre fedele, seppure con aggiustamenti progressivi, mettendo a punto una scrittura che riproduce gli effetti del parlato attraverso regole proprie, attingendo in parte ai gerghi e ai tic della lingua colloquiale, in parte alla sintassi approssimata delle conversazioni quotidiane o ai deliri dei folli, ma soprattutto inventando di volta in volta, a seconda delle esigenze espressive, un repertorio di movenze rimiche e di costruzioni sintattiche per rompere gli schemi narrativi codificati e produrre una forma di apprendimento partecipativo che richiama il rapporto con l’immagine cinematografica e con il gesto teatrale. Quella che Celati definisce parola parlata con effetto spettacolare richiede una sorta di rappresentazione corporea, vera o immaginaria, corredata da «mimica, intonazioni emotive, pause, enfasi».
I suoi romanzi degli anni Settanta, da Comiche alla trilogia dei Parlamenti buffi (Le avventure di Guizzardi, La banda dei sospiri, Lunario del paradiso) mettono in scena, con modalità diverse, la poetica della scrittura come “mossa comica”, come gesto fulmineo e sorprendente, come andamento insieme rigoroso e divagante, quasi a ritmo di jazz.

Mercoledì 18 gennaio 

Ore 16.00, Aula Magna Manodori Unimore

Paolo Di Paolo

Tabucchi, il tempo, il rovescio, la Storia 

Il mondo di chi legge Antonio Tabucchi (1943-2012) diventa tabucchiano. C’è una sorta di incantesimo letterario che si attiva da subito e per sempre: basta mettere piede in un suo libro. La luce del crepuscolo sparge un’aria malinconica e sognante, che favorisce gli incontri con le ombre. Tra i primi anni Ottanta e i primi anni Dieci di questo secolo – in parallelo a scrittori dello stesso solco generazionale come Celati, Cavazzoni, Del Giudice – Tabucchi ha definito i contorni di un mondo tutto suo, la cui geografia mobile è vasta e poco italiana. Così avvolgente da restare addosso agli abiti, da impregnarli di aria atlantica, di odori di cibo, di calore pomeridiano. Il mondo di chi legge Tabucchi diventa tabucchiano, perché questo autore amato in tutto il pianeta – scrittori come Salman Rushdie, David Leavitt, Jhumpa Lahiri, Mohsin Hamid, Julian Barnes lo evocano come un maestro – offre occhiali speciali per leggere la vita, la nostra e l’altrui, abituandoci a pensare che la realtà non è solo quella che si vede. E in questo senso, alla folla di personaggi che ha inventato – dal vagabondo di “Requiem” al “suo” Pessoa, da Pereira a Tristano –, tutti ossessionati dal tempo che «invecchia in fretta» e da una certa confidenza con le voci dei trapassati e una certa simpatia per gli equivoci e le coincidenze (il “gioco del rovescio”), a questa folla si è aggiunto lui stesso. Appassionato, inquieto narratore civile.

Mercoledì 25 gennaio

Ore 16.00, Aula Magna Manodori Unimore

Gino Ruozzi 

Beppe Fenoglio e i partigiani Johnny e Milton

Fenoglio è stato uno dei grandi scrittori della Resistenza. I suoi libri sono ambientati nelle Langhe, da Alba a Mombarcaro. È in questi luoghi che i suoi partigiani (da Johnny a Milton) combattono per la libertà e una nuova Italia. A partire da Il partigiano Johnny, romanzo autobiografico e postumo di Beppe Fenoglio, si presenterà l’itinerario di vita e d’arte di un grande scrittore morto troppo presto.  morto

Mercoledì 1 febbraio 

Ore 16.00, Aula Magna Manodori Unimore

Angela Albanese

Il corpo malato. La poetica inospitale di Giovanni Testori

Il corpo malato è quello di Riboldi Gino, tossicomane e omosessuale agonizzante protagonista di In exitu, crudele romanzo di Giovanni Testori poi divenuto monologo teatrale. In exitu è il grido di dolore di un derelitto che ha bruciato la vita fra le latrine della stazione Centrale di Milano, città “assassina di lui”, e che in quelle latrine consuma l’ultimo respiro. Un testo scandaloso, già dalla replica fiorentina del 1988 dove metà del pubblico abbandonò la sala, che Raboni aveva sconsigliato a chi, “abituato ai brodini e all’acqua fresca che passa il convento, non ha più, alla lettera, denti e succhi gastrici per la realtà, per la letteratura”.
Nel 2023 si celebra il centenario della nascita di Giovanni Testori, straordinario esempio di talento plurimo, essendo stato narratore, poeta, drammaturgo, regista teatrale, pittore, critico d’arte, traduttore, saggista e persino attore. Eppure Testori è stato a lungo autore scomodo e perciò per lo più ignorato dalla critica accademica italiana e dai manuali scolastici. Un autore minore, come sbrigativamente si dice. Muovendosi intorno a In exitu e altre opere testoriane si proveranno a problematizzare alcune domande: Cosa può fare l’arte? Cosa le è permesso di fare nei contesti deputati e nello spazio pubblico? Quali sono i suoi limiti? Quando l’arte diventa scandalo, inciampo del senso comune?

Mercoledì 8 febbraio 

Ore 16.00, Aula Magna Manodori Unimore

Davide Papotti

Luigi Meneghello, Libera nos a Malo

Luigi Meneghello (1922-2007) è stato docente di letteratura italiana all’Università di Reading per decenni, oltre che scrittore e saggista. La sua opera prima, Libera nos a Malo, pubblicata nel 1963 all’interno della collana “I contemporanei” dell’editore Feltrinelli di Milano, lo rivela all’attenzione dei critici e del pubblico. Meneghello definisce l’opera “romanzo”, etichetta con la quale esce editorialmente; in realtà non si tratta di un romanzo nella accezione comune del termine, in quanto presenta un flusso narrativo in prosa che assomiglia piuttosto ad una libera associazione di pensieri e di parole. Il titolo stesso è un gioco di parole, in quanto citazione dalla versione latina della preghiera del Padre nostro, ma anche riferimento al paese natale di Meneghello, Malo, per l’appunto, nel vicentino. Tutta l’opera è un “dialogo” con la realtà territoriale del paese, del quale vengono narrate storie legate ai luoghi, agli abitanti, alle vicende avvenute. Si configura dunque una sorta di “romanzo geografico”, in quanto il principio narrativo sembra sviluppare le proprie volute proprio intorno all’asse spaziale del microcosmo di Malo. Adottando un approccio di geografia letteraria, si proporrà dunque una lettura orientata al contenuto spaziale dell’opera, riflettendo sui meccanismi di definizione dell’identità territoriale e del senso di attaccamento ai luoghi.

Mercoledì 15 febbraio 

Ore 16.00, Aula Magna Manodori Unimore

Valerio Cappozzo

«Gli antichi a questa luce non risero». Le origini della narrativa di Leonardo Sciascia

Alle origini della letteratura di Leonardo Sciascia ci sono le favole greche, la poesia spagnola, il Settecento francese e il realismo siciliano. C’è lo sforzo di mettere a fuoco la realtà sociale e politica attraverso un gioco di contrasti che passano dall’inganno alla ricerca di giustizia. Motivo fondamentale dei suoi primi scritti è la luce, intesa come condizione oggettiva e soggettiva di interpretazione del vero. Il suo primo romanzo, Il giorno della civetta (1961), già dal titolo sottolinea il paradosso che significa la trama del romanzo: illuminare ciò che viene tenuto all’oscuro. Simile intenzione ha Il Consiglio d’Egitto (1963) dove la falsa traduzione di un manoscritto arabo mette in evidenza le imposture dominanti nella Palermo del tempo. Anche in Todo modo (1974) l’intrigo narrativo porta a dichiarare quanto la verità sia talmente evidente da essere oscurata, invisibile, privata di quella luce che dovrebbe illuminare la ragione. Attraverso una ricostruzione biografica dell’autore, delle sue letture e degli adattamenti cinematografici dei suoi romanzi, si definirà l’origine e lo sviluppo della narrativa investigativa di Leonardo Sciascia.

Maggiori dettagli sulla rassegna

Info

Info e iscrizioni:
Contributo di partecipazione al corso: 30 euro
Iscrizioni aperte dal 5 dicembre alla LUC
anche on line inviando una mail a info@liberauniversitacrostolo.it con allegata ricevuta di pagamento tramite bonifico bancario IBAN: IT25D0200812834000100351436

tel. 0522 452182 – www.liberauniversitacrostolo.it

Organizzato da:
LUC, con il sostegno di Fondazione Manodori in collaborazione con Unimore

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