La mia storia è la tua storia

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Concluso
18
Gen

Una nuova tappa di “Cucine senza frontiere”, dedicata all’Albania, con la presentazione del libro “La mia storia è la tua storia” e con l’autrice Jorida Dervishi.

A seguire, ci sarà un momento di condivisione per miscelare sapori dal mondo, esperienze e solidarietà gustando tasqebap, un piatto tipico albanese a base di bocconcini di vitello e riso.

Jorida Dervishi, giovane scrittrice di origini albanesi, tutor universitaria a Milano è stata animatrice culturale in centri di cultura popolare dove si svolgevano corsi di italiano, entrando così in contatto con diversi migranti, dei quali ha raccolto la storia. Forte del suo passato di migrante , ha trovato così la strada per far risuonare la sofferenza ma anche il coraggio di quanti hanno deciso di confidarle le proprie storie .

La mia storia è la tua storia , suddiviso in tre sezioni («Essere migrante», «Storie migranti», «Reti migratorie») aiuta a disintossicarsi dal veleno di una assillante propaganda, che, invece di aiutare il dialogo tra umanità residente in Italia (ma il discorso vale per tanti altri paesi toccati dalle migrazioni) e umanità nomade, finisce per innalzare e rafforzare muri di pregiudizi, di cliché, di paure reciproche. Il libro rispecchia la sofferenza e il coraggio di quanti hanno deciso di confidare le loro storie. La seconda sezione («Storie migranti») è il cuore pulsante del libro. Come in un caleidoscopio tante schegge di vetro colorate formano variabili e ammirevoli composizioni, qui le schegge di vita di un certo numero di migranti (uomini, donne, ragazzi e ragazze) mostrano la varietà della condizione migrante: qualcuno prima di partire era un venditore ambulante o un soldato o un farmacista o un calzolaio o un falegname; alcuni sono fuggiti dalla guerra (per Kareem quella in Afghanistan); altri, come Maia Castiello, da un Salvador dove «le bande […] ogni mese cercano i soldi altrimenti ti ammazzano». Ma anche il coraggio e la fatica che emigrare ancora oggi richiede. Perché viene messa in gioco, e spesso la si perde, la vita nel tentativo sempre incerto di migliorarla. La cronaca degli ultimi decenni ci dimostra che è capitato a tanti.

Info

Per prenotazioni e informazioni chiamare il numero 346/3790545 o scrivere alla mail cittamigrante@gmail.com.

Città migrante facebook

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