Famiglie. Un mondo di relazioni

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19
Apr

I fondi fotografici delle famiglie in Biblioteca Panizzi
A cura di Laura Gasparini,
Monica Leoni, Elisabeth Sciarretta

 

La mostra intende rivisitare i fondi fotografici delle famiglie reggiane.
Essi sono infatti un documento prezioso della vita quotidiana e dei momenti di vita familiare non “ufficiali”,
a volte intimi e a volte scanzonati.

Accanto ai ritratti di famiglia eseguiti da professionisti in occasione dei riti significativi della vita domestica (battesimo, cresima, matrimonio) l’indagine si è svolta prevalentemente sulla grande quantità di immagini scattate da dilettanti della fotografia che molto spesso si rivelano essere le stesse persone che vengono ritratte.

I documenti fotografici, pur se a volte di scarsa qualità tecnica, sono rari e preziosi,
perché documentano storie personali, relazioni e rapporti familiari in luoghi privati.

 

 

Una sezione della mostra sarà infatti dedicata all’abitazione, luogo intimo in cui si svolgono le primarie relazioni e riti quotidiani, ma che diviene, via via, sempre più aperto alla socializzazione.

L’iconografia del ritratto di famiglia e dei singoli componenti, che si è storicizzato nel tempo grazie all’attività dei fotografi in studio, viene affiancata dalle immagini dei fotografi itineranti e da quelle dei dilettanti. Da questo confronto si rileva, per Otto e Novecento, una grande attenzione al nucleo familiare, che trova una sua espressione sociale negli spazi pubblici come i circoli culturali, religiosi e dedicati alla socializzazione come campi sportivi, teatri e cinema.
Tutta la città, con le sue piazze e le sue vie, diventa spazio di socialità, dove anche l’infanzia, a cui la famiglia dedica sempre maggiore attenzione, trova un luogo di svago e condivisione.

L’esposizione segue cronologicamente gli eventi storici che hanno attraversato e condizionato la vita quotidiana delle famiglie, quali le Guerre Mondiali e i temi sociali come le grandi migrazioni che hanno segnato l’alto appennino, il cui esito fotografico è la restituzione di ritratti di nuclei familiari privati della figura maschile.

Anche il fascismo, con la sua retorica e “liturgia laica” ha fortemente condizionato sia il linguaggio di rappresentazione della famiglia, rendendolo retorico ed enfatico, sia il modo di vivere la società, imponendo una ritualità rigida e preordinata.

Oltre a ristampe da negativi originali dei fotografi che hanno lavorato con, e per le famiglie, saranno esposti dagherrotipi, ferrotipi, albumine, album e raccolte di famiglia, assemblati con cura e affetto dagli stessi possessori. Sono oggetti che hanno attraversato intere generazioni, custoditi gelosamente nei cassetti delle nostre case che, ora, ci restituiscono un inedito ritratto della comunità locale.

inaugurazione sabato 13 aprile, ore 11.00
Visite guidate alla mostra:
> sabato 13 aprile, ore 11.30
> sabato 25 maggio, ore 10.00
A cura di: Biblioteca Panizzi
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