Barbara Nicoli – Semiotica della Natura

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19
Apr

Barbara Nicoli – Semiotica della Natura
Un laboratorio – attivo per adulti e ragazzi – che incrocia l’esperienza educativa museale alla sensibilità degli artisti.

Uno spazio che, in occasione della mostra dedicata ad Antonio Fontanesi e alla sua straordinaria esperienza nella rappresentazione della natura, ospita Barbara Nicoli, artista impegnata in una personale ricerca sul mondo vegetale.

Attiva nelle arti visive e performative, Barbara Nicoli presenta “Semiotica della Natura”, una serie di lavori incentrati sulla tecnica dell’incisione, del disegno e del cucito. L’artista, attratta dalla vita del mondo vegetale, incentra la propria attenzione sulla forma delle foglie e sul prolungamento virtuale delle loro facoltà invisibili nello spazio. Con una metodica certosina Nicoli, lontana dalla distrazione dell’era mediatica, elabora il dettaglio e trascrive visivamente la poesia del vegetale. Incide le foglie su preziose carte bianche, traccia linee di continuità a partire dalle venature. Scrive Manuela Gandini: “Immobilità e movimento coesistono nella stessa opera e non sono in contraddizione. Diversamente dalla fissità delle tavole botaniche settecentesche, dall’intento scientifico e archivistico, Nicoli mantiene, del vegetale, la vitalità originaria, l’organicità e il panorama interiore. Ogni singola foglia è una short-story (allungata, simmetrica, strappata, aghiforme) che nessuno – nel razionale procedere della vita – si sognerebbe mai di leggere. Per quell’indifferenza all’ambiente che ci ha portati ad avvelenare il nostro stesso cibo.”

Spiritualità, manualità, poesia, sono gli elementi che caratterizzano i cicli presentati. In “Impronte vegetali”, l’artista sovrappone l’impronta della propria mano alla foglia; “Espansioni” è un ciclo legato all’espansione della foglia che afferma la propria presenza discreta occupando lo spazio della sua invisibilità. In “Fili” le venature sono accentuate dal filo cucito che crea rilievo accennando alla tridimensionalità e rivelando un’indagine spaziale. E mentre, “Scomposizioni” implica un intervento geometrico di sottrazione della forma attraverso la suddivision, “Artifici” mostra, in modo quasi drammatico, il liquido interno dei fiori. L’artista si appropria infatti di varie tipologie arboree e ricrea – con l’inchiostro – quelle tonalità che non corrispondono al colore dei petali.

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A cura di: Musei Civici
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