Acque governate – Personale di Fabrizio Frignani

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24
Set

Le acque, un tempo libere, hanno disegnato attraverso l’erosione, il dilavamento e il deposito, valli, terrazzi e pianure: i paesaggi. L’uomo agricoltore prima ha condiviso lo spazio geografico con questo fondamentale elemento della natura, successivamente, diventato consumatore di suolo e di spazio, ha cominciato a disegnare a sua volta il paesaggio imponendo forme che di naturale non hanno più nulla. Dighe, canali, arginature hanno autorizzato l’uomo a sfruttare la forza dell’acqua trasformandola in energia.
Allora l’acqua diventa nemica, quando invade gli spazi che l’uomo le ha tolto, diventa nemica quando fuoriesce improvvisamente da una diga e travolge tutti e tutto ciò che a valle era stato costruito.
Un rapporto di necessità: l’acqua serve per vivere, per produrre, per fare economia, per rendere libere le persone e, attraverso i paesaggi anche se artificiali, ci porta a sognare. L’acqua rende diversi, profondi, infiniti, spesso irreali. L’uomo deve solo ri-imparare a portarle rispetto, a consumarla con coscienza.

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