Antonio Fava, Arscomica – “Ma dove ci siamo infognate?”

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Lo spettacolo di ArscomicA affronta in forma semiseria la situazione nella quale si trovano coinvolte cinque donne, provenienti da diversi paesi, in attesa di firmare un fantomatico contratto di lavoro in un luogo abbandonato, nel quale resteranno momentaneamente intrappolate.

“Ma dove ci siamo infognate?” è realizzato con il contributo del Comune di Reggio Emilia, nell’ambito del bando cultura #Re20/21, e andrà in scena l’11 e 12 giugno, alle ore 21 al Teatro San Prospero.

 

MA DOVE CI SIAMO
INFOGNATE?
atto unico semiserio di
Antonio Fava

Con il contributo delle interpreti: Omaima Ait Herzalla (Marocco), Miryam Galleguillos (Cile), Ledina Licaj (Albania), Amani Sadat (Egitto), Jeane Santos Dias (Brasile).

Regia:Antonio Fava; assistente alla regia: Cecilia Di Donato; fotografia: Marcella Fava; riprese: Carla Femo, Simone Chierici; organizzazione generale: Dina Buccino.

Cinque giovani donne, originarie di altrettanti paesi, sono alcune delle tante nuove italiane che si aggiungono al censimento degli abitanti, dei domiciliati del Bel Paese.
Ora, queste cinque donne, sono state convocate “qui”, in questo strano posto, per firmare, ciascuna, un contratto di lavoro davvero buono, ben retribuito, permanente. Hanno pagato la quota prevista all’agenzia che, guarda caso, è la stessa per tutte e cinque. Ma “qui” non c’è nessuno, il luogo è squallido, in evidente stato d’abbandono, e sembra un ex garage, di certo non un ufficio o la sede di qualche attività…
Le donne non si conoscono, ma lì, in quella circostanza, finiscono per conoscersi e per cercare di capire insieme come sono capitate lì, come hanno potuto infognarsi in un tal posto e in una tale situazione.
Accade l’imprevedibile: qualcosa di pesante, un pezzo d’impalcatura, cade all’esterno bloccando l’unico accesso. Dentro non c’è campo. Non riescono a chiamare soccorsi coi loro cellulari. Ma poi, quasi acrobaticamente, raggiungono quel tanto di campo che permette loro di comunicare e così la situazione si avvia verso lo sblocco. Che infatti ci sarà. E sarà quello il lieto fine, solo quello, perché l’altro lieto fine auspicato e sperato da ciascuna, il contratto, il lavoro, no, non c’è, resta l’imbroglio subito.
La forma ‘semiseria’ fa sì che temi piuttosto duri vengano trattati in maniera anti angosciante, liberatoria. La situazione in sé è la spiegazione di tutto, senza dover mettere parole d’ordine, concetti ideologici. Accade qualcosa, così è. Una delle grandi funzioni del teatro, dell’arte in genere, è quella di sbloccare l’angoscia mostrandone, artisticamente appunto, le cause. L’arte non rimuove le cause. L’arte aiuta a sopportare le conseguenze. E la nostra vicenda semiseria che coinvolge, ingabbiandole, Soledad, Shpresa, Gamila, Gisele, Laila, rientra in questa catartica tradizione.
Le cinque attrici recitano in perfetto italiano, alternandolo, specie nei momenti di maggior tensione, con le loro lingue d’origine, Spagnolo-Cileno, Albanese, Arabo-Marocchino, Arabo-Egiziano, Portoghese-Brasiliano.
Omaima Ait Herzalla (Marocco), Miryam Galleguillos (Cile), Ledina Licaj (Albania), Amani Sadat (Egitto), Jeane Santos Dias (Brasile), brave, vivaci, assicurano un’ora e un quarto di ottimo teatro, gustoso e ben ragionato.
Buon divertimento e buon ragionamento al nostro Pubblico.
(Dina Buccino – ArscomicA)

ArscomicA produce spettacoli teatrali, co-realizza spettacoli teatrali con altre formazioni, coopera con produzioni in tutto il mondo alla realizzazione di spettacoli teatrali.
Gli spettacoli sono di appartenenza comica di tradizione e di cultura: la Commedia dell’Arte storica, la continuazione moderna dell’Arte su basi storiche, la commedia Rinascimentale. Le produzioni di ArscomicA sviluppano la visione comico-teatrale di Antonio Fava: attore, musicista, scultore, maestro di Commedia dell’Arte e di discipline comiche, direttore della Scuola Internazionale dell’Attore Comico – SIAC a Reggio Emilia, è autore, rielaboratore, regista e spesso interprete di tutte le produzioni ArscomicA. Conosciuto anche a livello internazionale, espone le sue maschere in importanti musei e istituzioni culturali. È autore del libro La Maschera Comica nella Commedia dell’Arte, pubblicato in Italia da Andromeda e all’estero dalla Northwestern University Press.

“La Commedia continua. Quella dell’Arte. Quella Umana. L’evoluzione dei modi di porci di fronte all’arte come di fronte a noi stessi, produce formule nuove ed aumenta, moltiplica, accelera i contatti di tutti con tutti. Ma la necessità di capire e approfondire resta, anzi, cresce insieme a tutto il resto.(…)
La Commedia dell’Arte, come quella Umanistica e via via la Barocca e quella del periodo Illuminista, è teatro. Puro, purissimo teatro. È il regno dell’attore, al servizio del suo unico padrone: il pubblico.”

 

 

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