Presenza femminile e LGBTQ+ nella musica contemporanea

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Due talk a Spazio Gerra con il Collettivo Nuova Musica

Il mondo della musica contemporanea, in particolare la dimensione Pop che dagli anni ’60 fino al 2000 ha dato vita a fenomeni artistici e commerciali planetari, è stato senza alcun dubbio un mondo prettamente maschile.
Il Rock, con i suoi messaggi di pace e uguaglianza, con la spinta ribelle e anticonformista, ha visto salire sul palco quasi esclusivamente uomini, soprattutto bianchi e occidentali, mentre il protagonismo femminile era riservato ai backstage o alle prime adoranti file poste aldilà delle transenne.
A prescindere dagli aspetti artistici, è stata completamente appannaggio dei maschi anche limprenditorialità legata alle case discografiche, ai produttori, agli organizzatori di spettacoli e festival. La donna è presente esclusivamente come icona sessuale.
La parità di genere non ha nemmeno lontanamente sfiorato gli ambienti musicali che, ad eccezione del fenomeno Disco e più genericamente nella dimensione black music, sono stati letteralmente dominati dagli uomini. La Disco si rivelata più inclusiva delle minoranze e per un certo periodo è riuscita ad avere successo pur seguendo altre logiche. Anche per questo motivo è vista come frivola e minoritaria da un mondo della musica ancora largamente dominato dal una categoria maschile bianca e occidentale, che ha operato negli anni una rimozione della fisicità e sessualità presenti nella musica.

Nei due Talk realizzati a Spazio Gerra nell’ambito della Giardiniera Ambient tra dicembre e febbraio scorsi, il collettivo Nuova Musica, un network indipendente sulle espressioni musicali del contemporaneo, ha presentato i risultati di una ricerca condotta a livello nazionale da Valentina Bertolani e Luisa Santacesaria, “Curating Diversity. L’ndustria musicale italiana in numeri” per verificare la presenza etnica e di genere in particolare musica elettronica e sperimentale.

Johann Merrich (Giulia), autrice del libro Breve storia della storia della musica elettronica e delle sue potagnoiste (Arcana edizioni), attribuisce ad una narrazione lacunosa e ad una storiografia non paritaria, realizzata da un punto di vista prettamente maschile la mancanza di esempi tramandati di donne che abbiano fornito il loro contributo alla storia della musica. Un divario di genere che lascia le nuove generazione senza modelli riconosciuti su cui crescere artisticamente. Sta ora a noi cercare di superare questa discriminazione sistemica nel mondo musicale e artistico, raccontando nuove storie che sono rimaste fino ad ora nell’ombra.


Fabrizio Modonese Palumbo, musicista e performer queer interviene invece, sermpre con Johann Merrich (Giulia), sul rapporto tra mondo queer ed LGBTQ+ e la musica sperimentale.

La mancanza di rappresentanze non binarie, e più in generale la scarsa presenza femminile, a prescindere dallidentità sessuale, nella musica elettronica è un dato di fatto, tanto che le ricerche rivelano un dato al di sotto del 2% nel panorama musicale italiano. Un dato che è inevitabile non mettere in relazione con le strutture patriarcali e fondamentalmente misogine ancora ben radicate nella società contemporanea, che impediscono l’affermazione di modelli alternativi. Mancano esempi riconosciuti, spesso a causa di minori possibilità di accesso alle dinamiche di mercato, di produzione e distribuzione. Ma soprattutto mancano specifici interventi e soluzioni capaci di cambiare la siturazione.


Guarda la performance di Fabirzio Modonese Palumbo
Palylist delle performance di Giardiniera Ambient Vol. 1 e Vol 2

Ascolta tutte le performance complete su: https://alimentaricult.it/Giardiniere

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