Un tipico nome da bambino povero_cortometraggio di Emanuele Aldrovandi

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Un tipico nome da bambino povero
Cortometraggio di Emanuele Aldrovandi
Presentato al Reggio Film Festival

età consigliata: dai 10 anni in sù

Insoddisfatto dell’atteggiamento avuto dai figli nella precedente vacanza, un padre decide di portare al mare con la famiglia anche un bambino povero, Abdul. La sua intenzione non è quella di farlo socializzare con i figli, ma di usarlo come esempio per insegnare loro quanto siano fortunati a vivere “dalla parte bella della disuguaglianza”. Una riflessione rivolta ai piccoli – ma soprattutto agli adulti – su come nel mondo globale, in cui le sorti di ogni popolo sono intrinsecamente connesse alle sorti collettive del pianeta, la grande casualità del “luogo di nascita” resti una roulette per cui, pur nascendo uguali, si finisce per vivere parallelamente in due mondi diversi.

Un tipico nome da bambino povero è un cortometraggio girato nel 2018 fra Reggio Emilia e il Lafodia Sea Resort di Lopud, in Croazia. Scritto e diretto dall’autore regista Emanuele Aldrovandi, è stato prodotto da 7even tower studios TTM Group (www.the-block.it) e Big Nose Production (www.bignoseproduction.com), due aziende di produzione video con sede a Reggio Emilia.  I protagonisti del cortometraggio sono Marco Maccieri, Irene Petris e i piccoli Darlington Iyamabo, Giuseppe Santoro e Ginevra Santoro. Dopo il debutto in concorso in uno dei più importanti festival cinematografici italiani, il Giffoni Film Festival, il cortometraggio ha partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali, fra cui Alice nella città all’interno della Festa del Cinema di Roma. In questo periodo sarebbe dovuto essere presentato al Ferrara Film Festival, al Vercine Festival in Brasile e al Multeci Film Festival in Turchia, tutte proiezioni rinviate a data da destinarsi.


Emanuele Aldrovandi (Reggio Emilia, 1985) è autore teatrale, sceneggiatore e regista. Laureato in Filosofia a Parma e in Lettere a Bologna, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2012 e inizia subito a lavorare con la compagnia MaMiMò di Reggio Emilia. Nel 2013 con Homicide House vince il più importante riconoscimento italiano per la nuova drammaturgia, il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, e i suoi testi iniziano a essere messi in scena da varie compagnie nei principali teatri italiani. Vince altri premi fra cui il Premio Nazionale Luigi Pirandello e il Premio Hystrio, lavora con teatri nazionali come ERT – Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile di Torino, con alcuni dei principali teatri milanesi fra cui Teatro Elfo Puccini, Teatro dei Filodrammatici, ATIR Teatro Ringhiera, Teatro della Cooperativa e Teatro del Buratto. Collabora a progetti internazionali con l’Opera di Pechino, la Sala Beckett di Barcellona, il LAC di Lugano e il The Tank Theater di New York, è uno degli autori selezionati dal programma Fabulamundi Playwriting Europe e i suoi testi sono tradotti, messi in scena e pubblicati in inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco, sloveno, ceco, catalano e arabo. Nel 2019 fonda l’Associazione Teatrale Autori Vivi, di cui è direttore artistico. Si occupa anche di eventi site-specific e installazione museali, come la scrittura di testi per l’evento “Musei a cielo aperto” durante EXPO 2015 o la cura della mostra “Rossini Experience” ai Musei Civici di Pesaro nel 2018. Per il cinema scrive e dirige tre cortometraggi, presentati in numerosi festival nazionali e internazionali. Insegna scrittura all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e tiene vari workshop in Italia e all’estero.

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