Renato Valcavi_Berta filava

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Renato Valcavi era un artista originario di Montalto (Vezzano sul Crostolo, Reggio Emila) con un amore immenso per la sua terra, per quei piccoli borghi caratterizzati dagli antichi mestieri e da tradizioni dimenticate.

Scultore, pittore, artista, era anche appassionato di storia, in particolare di storia locale. Nel documentario “Quando Berta filava” propone, in un’atmosfera resa ancora più suggestiva dal “girato” in super 8, un’interessante spaccato su quelle usanze e mestieri ormai scomparsi.

 

Documentario sui mestieri di una volta ideato e realizzato da Renato Valcavi nell’anno 1997. Grazie alla compagnia teatrale “Coma la vin la vin”.

Renato Valcavi (1929-2019) storico, artista e uomo di grande cultura, dopo la maturità artistica conseguita alla scuola d’arte “Gaetano Chierici” di Reggio Emilia, era passato alla scuola d’arte sacra “Beato Angelico” di Milano.
Qui, all’età di vent’anni, concluse il suo percorso di studi e vi restò per 40 anni come collaboratore di monsignor Polvara, fondatore della scuola, poi come insegnante e direttore del laboratorio.

Il metallo da lui prediletto era il rame, che tra le sue mani prendeva vita e parlava ai fedeli. Le sue opere sono diffuse in tutto il mondo (Italia, Usa, Polonia, Giappone, Filippine…). Fra queste va ricordata la tiara in rame e pietre preziose posata sul capo del pontefice Paolo VI durante la sua incoronazione nel 1963.
Quadri, sculture, vetrate, bassorilievi in rame, portali. Una delle sue ultime opere è stata una croce in rame per un santuario di Manila (Filippine). L’opera è stata realizzata nei suoi studi della Scarzola a Montalto, dove risiedeva, e per la sua realizzazione ha dovuto vibrare cinque milioni di martellate su due lamiere di rame posizionate su un cuscino di sabbia.

Era un uomo di grande fede: nella sua carriera ha prediletto l’arte liturgica in quanto grande conoscitore delle sacre scritture. Un illustre personaggio lo ha definito “un cristiano che predica con il martello”.
Era anche pittore di fama: tanti i suoi dipinti, fra i quali gli scorci di Montalto e tele di santi. Suo anche un bassorilievo in rame posizionato nei pressi del monumento di Bettola a ricordo dell’eccidio.
Per i suoi meriti artistici è stato nominato cavaliere della Repubblica.

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