La liberta’ e’ la storia

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a cura di
Associazione “Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello”

 

Cosa è la libertà?
Abbiamo voluto pensare a questo valore umano, filosofico e costituzionale nella settimana dedicata al tema della libertà come Associazione e come donne, con diversi apporti anche in base alle nostre competenze e quindi con un pensiero sulla libertà, un passaggio attraverso il Medioevo e, nell’ultimo testo, il sentimento che proviamo ancora all’anniversario del 25 Aprile, in un momento attuale complesso e problematico che ha sconvolto le nostre libertà più quotidiane e che le ha messe in gioco per il futuro.
Tutto questo nell’ottica che il concetto di libertà partecipa a un processo più vasto riferito alle libertà dei cittadini nello stato e nel rispetto degli altri. Non siamo più schiavi di una dittatura e il potere è democraticamente condiviso come non lo è mai stato ma interessante diventa una riflessione sulle parole di Herta Müller all’Università di Berlino nel 2018 “ Non mi è riuscito fino ad oggi di vedere la libertà come un fatto ovvio. La libertà non resta mai ferma. Può anche andarsene di nuovo.” Da Socrate che combatte la manipolazione delle coscienze a Dietrich Bonhöffer, teologo tedesco giustiziato dai nazisti, che pensa un nuovo umanesimo con al centro la difesa della dignità umana, passando per tanti eroi sconosciuti.
Semplicemente potremmo dire che quando non c’è alcuna costrizione regna la libertà. Se si decide autonomamente cosa si può fare si è liberi. La libertà appartiene ai diritti fondamentali degli uomini e a ogni moderna democrazia. Non si vuole però parlare di libertà totale. La libertà del singolo non deve limitare la libertà di altre persone. Questo è stato scritto Il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La libertà ha confini: la propria libertà finisce là dove la libertà di altri deve essere tutelata. Riguardo alla libertà Alexis de Tocqueville afferma: “Ai miei occhi le società umane, come gli individui, diventano qualcosa solo grazie alla libertà”.

Donatella Jager Bedogni

 

Le fatiche del contadino, porta della Pescheria, Duomo di Modena

 

Trotula: libertà di una donna medico nel Medioevo
La libertà della donna nella storia è stato da sempre legato al valore della maternità e al ruolo che la maternità ha avuto in quella cultura e in quella società. Si può riassumere che dalle civiltà cosiddette matriarcali della preistoria si è passati attraverso culture aperte alle donne come la civiltà minoica , quella etrusca fino a culture decisamente androcentriche con un ruolo per la donna subordinata all’uomo. Questo era evidente presso i Greci e i Romani, ma anche nel Medioevo quando la donna viene rappresentata quasi sempre sottomessa all’uomo. Ci sono però eccezioni importanti, tra cui, proprio nel Medioevo, la Schola Salernitana. Nata, secondo la leggenda, dall’incontro di più culture impersonate da Eliseo, rabbino apolide, Abdela di Aleppo, maestro saraceno, Pontus, greco bizantino e Salernus un maestro italico-romano, riesce a fondere la tradizione greco-latina con le culture cristiana, islamica ed ebraica. La Schola salernitana per questa grande apertura a tante culture e a tanti contributi è considerata la prima Università laica dell’Europa. La città di Salerno aveva clima salubre, propizio alla guarigione delle malattie, aveva monasteri importanti che custodivano la tradizione bizantina, un hospitale presso il monastero benedettino ed un porto importante che favoriva gli scambi commerciali e culturali . Per tutte queste caratteristiche ben rappresentava idealmente l’hippocratica civitas. La Scuola salernitana è divenuta così famosa per i grandi medici che vi operavano, tra cui Alfano I, monaco erudito, poeta e poi vescovo della città, Costantino l’Africano, cartaginese, che aveva arricchito gli insegnamenti di Ippocrate e Galeno con le conoscenze scientifiche della medicina araba. La Schola Salernitana per noi è importante per un altro segno di grande lungimiranza: era aperta alle donne che potevano esercitare la medicina ed avere un ruolo importante nell’insegnamento. Le donne medico di Salerno, infatti, esercitavano la professione negli ambulatori riuscendo a creare un vero e proprio sistema di ospedalizzazione. La famose mulieres salernitane si videro traghettate da attività meno nobili come la cosmesi, quindi una medicina più umile e popolare, alla completa parità nell’arte medica e nell’insegnamento. La più famosa medica salernitana è stata Trotula de Ruggero , vissuta dopo il 1050 fino al 1097. Di lei si tramandano episodi che danno ragione del suo sapere: nella “Storia Ecclesiastica” Orderico Vitale racconta che il nobile normanno Malacorona , medico in Francia, non aveva trovato nessuno a Salerno in grado di tenergli testa nella scienza medica tranne Trotula:
neminem in medicinali arte, praeter quondam
matronam sibi paret inveniret.
Ci sono tracce dei molti scritti di Trotula , inerenti i soprattutto le nuove scoperte in ostetricia, nel campo della sterilità maschile e femminile e dell’Igiene e della cosmesi. Da notare che per prima ha ipotizzato e studiato la sterilità maschile. Il suo famoso trattato De passionibus Muliebrum Curandarum, tramandato come Trotula major, rappresenta una pietra miliare di ostetricia, ginecologia e puericultura. Gli scritti di Trotula sono stati per secoli utilizzati nell’insegnamento della medicina, in considerazione sia delle conoscenze così avanzate soprattutto nei temi legati alla donna, ma anche per i contributi nella prevenzione di molte malattie, come del resto era nello spirito della Scuola Salernitana.

Maria Brini
Giuliano Bedogni

 

 

Ricordo distintamente quando ero piccola, la ricorrenza del 40° della fine della seconda guerra mondiale. Ero alle scuole elementari ed avevamo organizzato una mostra nella sala del Consiglio Municipale di Quattro Castella. Avevamo fatto un grande lavoro di raccolta di oggetti, fotografie, interviste, tutti ricordi delle nostre famiglie. Avevamo scritto, tagliato, incollato sotto la guida della maestra Giorgetta Gramatica Pioppi. Le famiglie erano venute a visitarla ed io conservo tre ricordi che resteranno sempre vivi nella mia mente.
Le lacrime di mio nonno Marco e di mia nonna Iole nel ripercorrere e ricordare quello che avevano vissuto, gli orrori e le paure che portavano silenziosamente nel loro cuore e nel loro vissuto.
Le lacrime della signora Esterina, mia vicina di casa, il cui fratello era caduto in guerra, ed a cui dedicammo uno spazio particolare.
Il turbamento e l’emozione di mio zio Bruno, che intervistai sulla sua esperienza durante la campagna di Russia.
Loro tre non sono più con noi. Loro sentivano e vivevano ogni anno il 25 ° Aprile con un misto di ansie ed emozioni che non posso e non voglio dimenticare. Quanta sofferenza, che non può e non deve essere dimenticata. Che abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli, anche se noi non l’abbiamo vissuta, per nostra fortuna, in prima persona. Le testimonianze degli orrori nati dall’ odio e dalla dittatura non devono andare perdute e devono essere di insegnamento ai nostri figli, che sono il nostro futuro.
Parole scontate e retoriche? Forse ma sono la realtà.”

Ileana Incerti

 

 

Associazione “Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello
L’Associazione ha lo scopo di valorizzare l’attività di ricerca e studio a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale relativa alla storia di Matilde di Canossa, facilitando lo scambio di conoscenze e di informazioni sulla sua figura e il suo ruolo in Europa e attualizzarla nella modernità di più vaste tematiche.
“Il passato è destinato a diventare il futuro.”

Sito web amicidimatilde.wordpress.com/
amicidimatilde@gmail.com

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