Silvia Gribaudi_Corpo, ironia e femminilità

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Il corpo femminile è al centro della ricerca teatrale e coreografica di Silvia Gribaudi, che ne interpreta la bellezza ed espressività indipendentemente dai canoni estetici tradizionali. Già nell’opera prima “A corpo libero”, una dichiarazione di poetica in forma di assolo di cui è lei stessa protagonista, Silvia Gribaudi mette in scena una donna che, a partire da sequenze di passi incerte e impacciate, arriva gradualmente a padroneggiare i movimenti di una danza libera e liberatoria. L’ironia è la chiave di volta del suo lavoro, fondamentale per creare con il pubblico un rapporto di confidenza e complicità (a volte di collaborazione vera e propria tra la scena e la platea) che diventa parte della sua riflessione sul corpo “oggi” e che si manifesta nel grande successo, anche di critica, dei suoi spettacoli.

A Reggio Emilia abbiamo visto la sua ultima opera “Graces”, ispirata alla scultura di Antonio Canova, di cui rovescia l’ideale di bellezza neoclassica femminile, nell’ambito di NID – New Italian Dance Platform, poi vincitore del premio Danza&Danza 2019 per la migliore produzione italiana.

Un grandissimo successo è “R.OSA. 10 esercizi per nuovi virtuosismi”, irrefrenabile one-woman-show recitato e danzato da Claudia Marsicano, Premio UBU 2017 come migliore attrice under 35, co-prodotto dalla Corte Ospitale di Rubiera e ospitato a Reggio Emilia dalla Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto nell’ambito di Reggionarra 2018.

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